Guida alla Legge di Bilancio 2026: cosa cambia
- Cecilia Boffa
- 12 ore fa
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Un’analisi dettagliata delle principali disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199 del 30 dicembre 2025), con riferimento alle misure fiscali, contributive, lavoristiche e di welfare. Alcune misure risultano subordinate all’emanazione di decreti attuativi e circolari interpretative da parte di INPS, Agenzia delle Entrate e Ministero del Lavoro.
1. Detassazione incrementi retributivi da rinnovi contrattuali
Gli incrementi retributivi erogati nel corso del 2026 in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026 sono soggetti a un’imposta sostitutiva IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali nella misura del 5%.
L’agevolazione si applica automaticamente, salvo rinuncia scritta del lavoratore.
Sono beneficiari i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro lordi.
Restano applicabili i contributi previdenziali ordinari.
2. Riduzione aliquota IRPEF
È confermata la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.
Il beneficio massimo stimato è pari a circa 440 euro annui.
3. Premi di risultato e partecipazione agli utili
L’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato e sulle somme collegate alla partecipazione agli utili d’impresa è ridotta dall’5% all’1% per i periodi d’imposta 2026 e 2027.
Il limite massimo di premio agevolabile è elevato a 5.000 euro lordi.
Possono accedere i lavoratori con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 80.000 euro.
Ricordiamo che i parametri che determinano la possibilità di erogare un premio di risultato o legato ad obiettivi devono essere individuati e sottoscritti tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali di categoria rappresentate in azienda da RSU o RSA.
4. Detassazione lavoro notturno, festivo e a turni
Le somme corrisposte nel 2026 a titolo di maggiorazioni o indennità per lavoro notturno,maggiorazioni o indennità per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale sono assoggettate a un’imposta sostitutiva del 15% nel limite di 1.500 euro annui.
Requisito: reddito da lavoro dipendente percepito nel 2025 non superiore a 40.000 euro.
5. Trattamento integrativo speciale settore turismo
Per i lavoratori del comparto turistico e della somministrazione di alimenti e bevande è confermato il trattamento integrativo speciale pari al 15% delle retribuzioni lorde per lavoro notturno e straordinario festivo fino al 30 settembre 2026.
6. Buoni pasto elettronici
Dal 1° gennaio 2026 il valore esente da tassazione e contribuzione dei buoni pasto elettronici è elevato da 8 a 10 euro giornalieri.
7. Congedi parentali e malattia figli
Il limite di età per la fruizione dei congedi parentali è elevato da 12 a 14 anni.
I giorni di congedo non retribuito per malattia del figlio sono aumentati da 5 a 10 per i figli di età compresa tra 3 e 14 anni.
8. Bonus mamme
L’esonero contributivo per madri di due o più figli è rinviato al 2027.
Per il 2026 è previsto un sostegno economico INPS per lavoratrici con reddito annuo fino a 40.000 euro:
- 60 euro mensili per madri con due figli fino al 10° anno del secondo figlio
- 60 euro mensili per madri con tre o più figli fino al 18° anno del figlio più piccolo
9. Esonero per assunzioni di lavoratrici madri
Dal 2026 è introdotto un esonero contributivo del 100% fino a 8.000 euro annui per l’assunzione di donne con almeno tre figli minorenni e prive di impiego da almeno sei mesi.
Durata:
- 12 mesi per contratti a termine
- 18 mesi se trasformato a tempo indeterminato
- 24 mesi per contratti a tempo indeterminato
10. Prolungamento contratti a termine per sostituzione maternità
È consentito il prolungamento del contratto a termine per consentire l’affiancamento della lavoratrice rientrata dal congedo fino al primo anno di età del bambino.
11. Priorità trasformazione part-time
Ai lavoratori con almeno tre figli conviventi è riconosciuta priorità alla trasformazione del rapporto di lavoro in part-time con riduzione minima del 40%.
I datori di lavoro possono beneficiare di un esonero contributivo fino a 3.000 euro annui per 24 mesi.
Nuovi sgravi contributivi per le assunzioni previsti in Manovra 2026, che si sommano a quelli strutturali, ma per partire servono i decreti attuativi.
12. Incentivi alle assunzioni – Nuove misure 2026 (in attesa decreti attuativi)
Previsti esoneri contributivi parziali per assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne svantaggiate e lavoratori impiegati in aziende operanti nella ZES Unica del Mezzogiorno.
La durata massima è pari a 24 mesi. Massimali e criteri saranno definiti da decreti ministeriali.
13. Incentivi strutturali già operativi
- Under 30: esonero contributivo 50–100% fino a 3.000 euro annui
- Over 50 disoccupati: esonero 50% per 12–18 mesi
- Donne prive di impiego: agevolazioni ex L. 92/2012
- Percettori NASpI: incentivo contributivo
- Lavoratori con disabilità: contributi ex L. 68/1999
- Madri con almeno tre figli: esonero contributivo fino a 3.000 euro annui
14. Considerazioni operative
Molte misure risultano subordinate a decreti attuativi e chiarimenti interpretativi.
Lo Studio provvederà a fornire aggiornamenti non appena saranno pubblicate le istruzioni ufficiali.
